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Assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento viene determinato dal giudice in fase di separazione o divorzio a favore dell’ex-coniuge e/o dei figli. L’obiettivo di questa misura è riequilibrare eventuali sproporzioni di reddito tra le parti quando l’unione matrimoniale finisce.

Il calcolo dell’assegno viene effettuato dal giudice valutando diversi indicatori economici e finanziari che determinano lo stato patrimoniale dei coniugi al momento della separazione. Una volta determinato l’assegno viene versato a favore del coniuge ritenuto al momento economicamente “più debole” (art. 156 Codice Civile). 

L’assegno di mantenimento non è fisso nel tempo ma può essere variato al verificarsi di eventuali modifiche delle condizioni economiche, fisiche e sociali del coniuge di controparte.

Cosa dice la Legge

É possibile fare richiesta di revisione o addirittura revoca dell’assegno di mantenimento qualora sopravvengano alcuni fatti che modifichino sostanzialmente lo stato patrimoniale del coniuge, come ad esempio:

la perdita del lavoro,

il verificarsi di problemi di salute,

oppure il sopraggiungere di nuovi figli nati da un’unione successiva.

In tutti questi casi è previsto dalla legge la possibilità di fare un istanza di revisione o revoca dell’assegno di mantenimento al giudice (ex artt. 337-quinquies c.c. e 710 c.p.c).

Prove da raccogliere

Per effettuare l’istanza di revoca o revisione dell’assegno di mantenimento al Tribunale territoriale competente, è necessario allegare le prove dei nuovi fatti avvenuti che hanno motivato la richiesta stessa (Cass. n. 2338/2006; Cass. n. 10720/2013).

Per dimostrare che lo status quo economico-finanziario di uno dei due coniugi è cambiato è consigliato rivolgersi a dei professionisti del settore ed effettuare investigazioni approfondite. 

DDS Investigazioni  svolge tutte le indagini necessarie a determinare con certezza le condizioni economiche della controparte, andando a scovare anche eventuali redditi “occulti” provenienti ad esempio da lavori “in nero” (Cass. n. 19042/2003). 

Le prove raccolte sono utilizzabili in sede di giudizio e servono a documentare:

  • lo stato patrimoniale dell’ex coniuge;
  • eventuali convivenze more uxorio;
  • informazioni sul convivente;
  • il tenore di vita reale dell’ex coniuge;
  • la situazione lavorativa regolare e non;
  • il tenore di vita dei figli.

Come usare le prove

Al termine delle indagini DDS Investigazioni fornisce al cliente una relazione investigativa completa di tutte le prove documentali e video-fotografiche da presentare in Tribunale. Qualora ritenuto necessario dal Giudice I nostri investigatori sono a disposizione per riportare le prove raccolte e il racconto dei fatti direttamente in Tribunale.

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