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Controllo frequentazione figli minori

I casi in cui attivare dei controlli sulle frequentazioni dei figli minorenni sono svariati. Le notizie di cronaca ci parlano tutti i giorni di casi di bullismo, traffico di stupefacenti, abuso di droghe, prostituzione che coinvolgono minori. 

L’obiettivo delle investigazioni sui minori deve essere quello di impedire che eventuali comportamenti devianti dei propri figli o delle persone che essi frequentano, superino i limiti dai quali non è più possibile tornare indietro.

Quali sono i campanelli d’allarme per i genitori? 

  • Somme a disposizione di cui non si conosce la provenienza.
  • Continue lamentele per la mancanza di soldi in tasca.
  • Strani acquisti.
  • Cambiamenti nello stile alimentare o negli orari. 
  • Improvviso fanatismo per qualsivoglia “credo” più o meno violento.

Sotto l’osservazione discreta degli investigatori esperti si viene spesso a scoprire che questi stessi ragazzi sono caduti vittima di bullismo, violenza, amicizie sbagliate oppure abbiano iniziato a drogarsi. Per cui l’intervento dei genitori deve essere rapido al fine di prevenire la rovina del futuro sviluppo psico-fisico del figlio o della figlia. 

I controlli vengono effettuati su spostamenti, comportamenti e frequentazioni del minore.

Un altra possibile situazione che richieda il controllo sulle frequentazioni dei figli minori è quello dell’affidamento dei figli quando ad esempio uno dei due genitori voglia richiedere l’affidamento esclusivo ritenendo il comportamento dell’altro genitore non idoneo alla cura e all’educazione psico-fisica del figlio.

In questi casi la dimostrazione in Tribunale della non-idoneità del genitore di controparte deve essere supportata da prove certe relazionate e documentate secondo i termini legali  e di tutela di un soggetto inferiore ai 18 anni, pena l’invalidità della richiesta di revoca o di revisione del procedimento di affido.

Cosa dice legge

La legge italiana sebbene riconosca il diritto dei minori alla privacy (sen. 41192 Cassazione 2014 “il dovere di vigilanza non può giustificare qualsiasi intromissione indebita nella sfera del minore”) afferma come tra gli obblighi dei genitori vi sia il controllo delle attività sui figli minori (sen. 698/2020, Tribunale di Parma). 

In questi casi la legge riconosce altresì il diritto da parte dei genitori all’incaricare soggetti autorizzati terzi per effettuare le investigazioni richieste dal caso.

Il ricorso a un investigatore privato è suggerito per diverse ragioni:

  • tecnico-operative: legate alla professionalità e alle competenze richieste dalle attività di investigazione;
  • e di valutazione: un soggetto terzo garantisce l’imparzialità di giudizio che il genitore non può garantire dato il suo coinvolgimento emotivo.

Prove da raccogliere

Attraverso le tecniche di pedinamento e appostamento, gli investigatori privati raccolgono prove documentali, foto e video dei comportamenti del minore oggetto d’indagine.

I controlli più frequenti effettuati sui minori sono:

  • l’osservazione dei comportamenti del minore all’interno della sua cerchia di conoscenze;
  • lo studio delle abitudini fuori casa;
  • la valutazione delle sue frequentazioni.

DDS Investigazioni opera in questo delicato campo di investigazione mettendo a disposizione la propria esperienza tecnica e legislativa al fine di monitorare lo stile di vita dei minori raccogliendo informazioni volte alla loro tutela e salvaguardia.

Come usare le prove

DDS Investigazioni gestisce non solo la parte dinamica delle investigazioni per il controllo delle frequentazioni dei figli minori ma anche la parte burocratica che prevede la conoscenza della complessa normativa del settore. 

Al termine delle indagini tutte le prove raccolte sono inserite in un documento finale con l’esito delle indagini redatto nel rispetto delle norme e con il linguaggio adatto alla tipologia d’uso previsto: adatto ad essere usato, letto e valutato da giuristi.

Ricordiamo in ultimo che questa tipologia di indagini possono essere richieste anche in caso di affidamento del minore ad un coniuge in caso di separazione o divorzio.

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